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lunedì 26 febbraio 2018
Un sorriso (tutto qua)
Cammino. Ogni giorno ritaglio tempo per camminare.
I passi percorrono le solite strade. Altre volte alcune deviazioni per allungare o accorciare il giro quotidiano.
Fa caldo. Sudo dopo pochi metri. Proseguo.
Ho volti che ogni giorno saluto e mi sorridono. Con alcuni qualche scambio di battute. Semplici. Sincere.
Le auto che procedono a velocità moderata. I motorini che sfrecciano a zig zag, tentando di passare il semaforo al limite dello scatto della luce rossa.
Spesso prendo il mio sacchettino di frutta, quasi quotidiano.
Mi piace la luce che c'è. Mi piace osservare i colori, i movimenti della gente che mi sfiora.
Chi apre le serrande del negozio. Chi è già attivo dietro il proprio banco di lavoro.
Chi fa colazione a base di noodless, zuppa, carne e verdura, seduto al tavolo del proprio negozio.
Eppure ogni volto che incrocio, ogni sguardo che mi incrocia è legato da un sorriso che si schiude. Semplicemente.
Mi ricorda le camminate in montagna. Il saluto è un segno distintivo. Chi cammina tra i monti lo sa. Raro non scambiarselo lungo un sentiero. Chissà forse sarà l'effetto natura che invita a questo gesto.
Qui non c'è nessun effetto natura. È naturale il gesto.
Un sorriso. Tutto qua. Un sorriso.
Mi sorridono anche i volti del quartiere musulmano che vagano, sempre lo stesso percorso, lungo le vie di questa cittadina.
Tappa, i cassonetti della spazzatura. Un lavoro fatto con meticolosità. Un lavoro svolto per necessità. Eppure, nonostante la puzza che esce dai cassonetti (la differenziata qui non esiste, la differenziata la fanno coloro che ripuliscono i cassonetti) queste persone hanno una loro dignità. Non la smarriscono per il "lavoro" che svolgono.
Frugano con attenzione. Differenziano cartone, plastica e vetro. Se poi c'è qualche oggetto ancora recuperabile, ad esempio un giocattolo, lo prendono come fosse la cosa più preziosa che possano mai aver trovato in vita loro. Lo puliscono con cura. Lo posano nell'angolo meno sporco del loro carretto. Sfoderano un sorriso a pochi denti, ma molto luminoso. Si può intuire la gioia che provano sapendo di poter fare un regalo inatteso ai propri figli. Ed immagini che dopo questo, la loro giornata non può che continuare all'insegna del sorriso.
Un sorriso. Tutto qua. Un sorriso.
Ky
lunedì 1 gennaio 2018
Un bacio, un abbraccio, uno sguardo, un sorriso
10, 9, 8, 7, 6, 5, 4, 3, 2, 1...happy new year!!!
e si dà il via allo spettacolo di fuochi d'artificio ed allo spettacolo che ci vede tutti protagonisti: lo scambio degli auguri.
E lo schema si ripete, sempre quello, esttamente uguale, forse nel frattempo sono cambiati i destinatari...
Un bacio un abbraccio uno sguardo un sorriso
un bacio un abbraccio uno sguardo un sorriso
ed ancora un altro bacio un altro abbraccio un altro sguardo un altro sorriso...
potrei continuare così per un'infinità di pagine
perchè le feste appena tarscorse sono state riempite proprio in questo modo
di un bacio un abbraccio uno sguardo un sorriso e qualche stretta di mano.
Le ultime settimane di ogni anno sono il simbolo di tutti questi baci, abbracci, sguardi, sorrisi e forse è anche il momento in cui ci scambiamo più baci, abbracci, sguardi e sorrisi.
Mi chiedo se ci chiediamo mai cosa significano questi gesti...
hanno tutti a che vedere con il contatto corporeo e con il contatto visivo e quello tattile ed ancora quello gustativo
ed anche un pò olfattivo, senza dimenticarci quello emozionale, un pò meno facile da scovare ma decisamente presente.
Quanti baci, abbracci e strette di mano abbiamo dato in questi giorni,
come li abbiamo dati, con quale intensità, perchè abbiamo scelto di darli?
Baci delicati poggiati su altre labbra, baci colmi di passione, baci rubati da labbra a labbra,
baci poggiati in fronte, baci stampati su guance...
abbracci mordi e fuggi, abbracci che danno la carica, abbracci di consolazione, abbracci d'affetto, abbracci sorridenti...
strette di mano di cortesia, strette di mano di nuovi inizi, strette di mano a segnare una profonda stima reciproca...
E quanti sguardi e quanti sorrisi?
sguardi intensi, sguardi sfuggenti, sguardi timidi, sguardi raggianti...
sorrisi delicati, sorrisi tra i denti, sorrisi luminosi...
Mi chiedo se tutto questo scambio di baci, abbracci, sguardi, sorrisi e strette di mano
sia fatto con consapevolezza, quella consapevolezza che ci fa comprendere che stiamo donando un pò di noi a chi abbiamo di fronte
e che allo stesso tempo stiamo ricevendo un pò della persona che ci sta di fronte.
Non c'è regalo più bello da scartare di questi baci, abbracci, sguardi, sorrisi...
hanno un valore inestimabile
sono il tesoro più prezioso che si possa trovare e donare.
Eppure non è facile, non ci viene sempre così spontaneo, toccare e farsi toccare, guardare e lasciarci guardare richiede coraggio, fiducia in sè stessi e nell'altra persona.
Non è per tutti, o almeno, non è per tutti rendersi conto della profondità nascosta dietro questi gesti che sembrano semplici; alcuni di noi devono avere la capacità d'insistere più di altri.
A volte ci sembra di non farcela ma a volte basta insistere solo un pochino di più,
non mollare, crederci e fidarci.
C'è come un'alchimia tutta personale nascosta dietro un bacio un abbraccio uno sguardo un sorriso ed è qualcosa di strettamente personale che ad un certo punto va a scontrarsi con altre alchimie altrettanto personali.
E così un bacio un abbraccio uno sguardo un sorriso
diventano due baci due abbracci due sguardi due sorrisi
e non cè nulla al mondo di più magico di questi istanti
istanti che si riempiono per qualche frazione di secondo
di un bene profondo che scorre da un'anima verso un'altra anima.
Quando si vive questo in modo consapevole e in spirito di presenza,
si crea quel punto di equilibrio che ci fa sentire le persone più ricche e felici del pianeta.
Un bacio un abbraccio uno sguardo un sorriso
un altro bacio un altro abbraccio un altro sguardo un altro sorriso
...
due baci due abbracci due sguardi due sorrisi!
Ky
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